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APA, associazione allevatori, compie 60 anni: il presidente Roberto Chialva illustra come si è passati dal sistema Cuneo al sistema Piemonte.

La storia dell’APA rappresenta una pagina di storia della zootecnica. Nata nel 1955 per iniziativa di un pugno di soci e con un organico estremamente contenuto, l’Apa è cresciuta fino a diventare un’organizzazione complessa e strutturata che oggi conta oltre 2500 associati e più di 80 dipendenti fra tecnici, impiegati e controllori di campagna.
L’associazione ha dato vita a un sistema allevatoriale moderno – al passo con i competitori europei – capace di affrontare la sfida globale, al servizio dei produttori e dei consumatori.

Il presidente Apa Roberto Chialva (e attuale presidente dell’Arap, l’associazione piemontese degli allevatori) ha aperto l’assemblea ordinaria ricordando la storia di questi 60 anni ora che l’associazione è chiamata a compiere il passo finale verso la regionalizzazione, come previsto dal piano di spending review del ministero.
“In questi decenni – ha detto Chialva – non è mai venuto meno l’impegno degli amministratori, che hanno sempre dimostrato onestà e lungimiranza, superando momenti di crisi anche durissima. Ho in mente i primi anni ‘70, in cui venne messa in discussione la stessa nostra esistenza. Da quell’emergenza è scaturita una ripartenza estremamente dinamica che ha portato nel giro di pochi anni il numero di associati a crescere, il numero delle attività istituzionali a perfezionarsi, con il raggiungimento di risultati apprezzati a tutti i livelli. L’Apa – ha proseguito il presidente – è stata determinante nel favorire la crescita delle singole imprese zootecniche, sia sotto il profilo della genetica che dell’assistenza tecnica”.

Ora, dopo sessant’anni, il sistema allevatori cambia e a causa delle minori risorse pubbliche si deve adeguare ai tempi. La sfida è in corso già da un paio d’anni e riguarda il riposizionamento delle varie realtà provinciali in un’unica associazione regionale allevatori, attraverso un meccanismo di fusione per incorporazione.
“Il passaggio – ha spiegato Chialva – avverrà attraverso un’assemblea straordinaria che verrà convocata nelle prossime settimane. Si tratta di un processo di evoluzione che renderà la nostra realtà provinciale ancora più forte, efficiente e autorevole”.

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